Startup

Il nutrimento delle idee: il Venture Capital

Snack del 1 settembre 2015
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Il consueto periodo di riposo estivo è finito, o sta per finire. Per alcuni la vacanza è stata relax totale, ma per qualcuno è stata sicuramente l’occasione per rimuginare su idee e progetti, con l’obiettivo di dare una sferzata di novità alla propria vita.

A settembre si riparte: si riprendono i contatti con partner e collaboratori e si fanno crescere i progetti.
In che modo? Anche la vostra idea per crescere ha bisogno di nutrimento, e la fonte principale di energia sono i finanziamenti. Qua e là, nei nostri snack, abbiamo già accennato alle diverse forme di finanziamento a cui si può ricorrere: si parte da amici e parenti, si passa alle banche, al crowdfunding (forse un po’ troppo spesso usato come ripiego in mancanza di alternative), ai Business Angels, ai Venture Capitalists. Proprio questi ultimi sono i protagonisti dell’approfondimento di oggi.

Bene! Ho fatto frullare il cervello per tutto il mese di agosto e adesso ho in testa una bella idea. Aspetta che provo a sentire se può interessare ad un Venture Capitalist… No, non funziona così. Si tratta di istituzioni che hanno molto da offrire, ma che sono altrettanto esigenti. Per dare qualche cifra (fonte EVCA, maggio 2015 su dati 2014), il mercato europeo del Venture Capital si attesta intorno ai 3,6 miliardi di euro investiti annualmente su un ventaglio di poco più di 3000 aziende. Tanto o poco? Sicuramente sono numeri di tutto rispetto, ma anche questa medaglia ha due facce. Ciascun fondo di VC (consentitemi l’acronimo) analizza annualmente qualche centinaio di progetti, per poi arrivare a finanziarne qualche unità. Quindi, tanta trippa, ma anche tanti soggetti che vogliono accaparrarsela!

E la mia idea? Posso sottoporla? Che chances ho? Se l’idea consiste nell’aprire un negozio di salumi, meglio cercare altrove i finanziatori. Facendo la media del pollo sui dati arrotondati di qualche riga fa salta fuori che il finanziamento medio pesa circa un milione di euro, e per farvi assegnare cifre del genere preparatevi al pelo e contropelo. Un piccolo incoraggiamento: i due terzi delle aziende finanziate hanno meno di 20 dipendenti. Non è necessario essere dei pachidermi.

Chi potrebbero essere i vostri concorrenti? Se guardiamo lo spaccato per nazione, di tutta la torta il Sud Europa si prende meno del 10%, mentre a farla da padroni sono i soliti noti, UK, Germania e Francia in primis. Se invece osserviamo i settori maggiormente finanziati, ne spiccano 3 in particolare: Life Sciences, Communications, Consumer Electronics.

Siete in fase di startup o in fase di espansione? Poco importa: la solita media del pollo sancisce che i fondi sono equamente ripartiti tra progetti Early-stage e progetti Later-stage. Meno rilevante invece l’incidenza sulla fase di seeding, con quote investite marginali.

State pensando di fare un salto in Silicon Valley a cercare VC? Sappiate che i progetti europei sono finanziati per due terzi da fondi della stessa nazione e per meno del 10% da fondi che arrivano da oltreoceano.

Cosa serve per affrontare la selezione? Per prima cosa mettetevi nei panni dei valutatori: quali sono i loro obiettivi? Per loro natura i VC intervengono nelle fasi iniziali dei progetti, sono quindi disposti ad affrontare un elevato rischio d’impresa. D’altra parte, si aspettano in cambio un controvalore che possa ripagare, nel giro di 4-5 anni, anche le perdite degli inevitabili casi di insuccesso. Proprio per questo motivo sono soliti partecipare attivamente alla gestione dell’impresa, e pongono particolare attenzione alla valutazione economica e al Business Plan, in tutti i suoi aspetti.


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