Startup

Quando le banche non bastano

Snack del 20 settembre 2014
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Molto spesso i piccoli imprenditori, e gli aspiranti tali, lamentano la mancanza di finanziamenti per poter sostenere lo sviluppo di nuovi prodotti ed idee. In particolare le banche, per prime, pongono stretti vincoli all'erogazione di strumenti finanziari, non riuscendo così a sostenere la crescita del tessuto industriale italiano. La crisi economica ha costretto gli operatori del settore a ridurre il capitale destinato alle imprese, e ha portato ad un maggior rigore nel processo di selezione dei progetti industriali da sovvenzionare. Contestualmente si sono anche contratti i tempi richiesti per il rimborso, lasciando agli imprenditori pochi margini di manovra.

Questa situazione ha contribuito all'introduzione, alla diffusione e alla differenziazione di nuove forme di sostegno allo sviluppo imprenditoriale, grazie anche ad una penetrazione capillare del web nel tessuto industriale mondiale. Stiamo parlando di crowdfunding, incubatori, business angels e venture capitalist.

In realtà, questi nuovi attori non sostituiscono le banche, ma vanno ad occupare un terreno non più presidiato dagli operatori finanziari con capitali (equity) anziché prodotti finanziari (debt). Si viene a creare un ecosistema in grado di affiancare le aziende nascenti in ogni fase del proprio sviluppo, portando risorse economiche, ma anche formazione, competenze manageriali e networking.

Ognuno di questi attori ha delle peculiarità che meritano di essere descritte in snack ad hoc. Tutte però hanno in comune il fatto di mettere capitali privati a disposizione di aziende e organizzazioni, e di investire in progetti promettenti, anche ad alto rischio, prevedendo sin dallinizio un piano di disinvestimento dal capitale sociale.


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I.