Mondo Web

Newsletter: le regole per una comunicazione efficace

Snack del 23 giugno 2015
Condividi con

La newsletter è ormai diventata un’arma spuntata a disposizione delle aziende, a causa del cattivo uso che se ne è fatto negli anni passati e che se ne continua a fare. È tuttavia ancora possibile costruire una newsletter utile sia per chi la riceve, che la leggerà con maggiori probabilità, sia per chi la invia: basta seguire qualche accorgimento.

1. Utilizzare sistemi di invio automatici
A molti potrà sembrare scontato l'utilizzo di sistemi di gestione automatica delle newsletter, ma spesso nelle piccole aziende si utilizza la posta elettronica aziendale, magari da un indirizzo dedicato. In realtà è sempre bene usare sistemi di gestione ad hoc.
Di questi ce ne sono diversi; ad esempio Mailchimp, che consente un utilizzo gratuito se il numero di iscritti non supera le 2000 unità ed il numero di invii non supera una determinata quota mensile. Questa piattaforma permette di gestire in maniera professionale e davvero semplice questo canale di comunicazione: oltre e a fornirvi utili indicazioni sull’avvenuta lettura della newsletter stessa.

2. Rendere facile il processo di iscrizione e soprattutto di cancellazione
Niente risulta più odioso che continuare a ricevere mail indesiderate, e non riuscire a cancellarsi in modo semplice. Parlo per esperienza personale: qualche settimana fa ho tentato di cancellarmi dalla newsletter di una nota marca, di cui non faccio il nome, ma il processo non andava a buon fine per cui ho dovuto ripeterlo più volte (ora dovrei esserci riuscita). Questa scocciatura mi ha abbastanza indisposto nei confronti della marca in questione, ed ora sono certamente più freddina nell’entrare nei loro punti vendita solo per dare un'occhiata. Il mio portafoglio invece ne ha risentito positivamente!.

3. Un altro punto spinoso è la frequenza di invio
Se avete incaricato una persona esterna della gestione delle vostre comunicazioni, questa potrebbe ritenere suo interesse inviarle anche tutti i giorni! Usare una frequenza di invio esageratamente alta è sbagliato e costoso, non solo in termini economici! Difficilmente avrete qualcosa di interessante da comunicare ai vostri clienti ogni singolo giorno. Se mandate mail noiose, l'interesse alla lettura calerà velocemente, e se inondate la casella di posta dei vostri fan di mail che non vengono lette li invoglierete a fare la fatica di cancellarsi.
Dunque qual è la frequenza ideale? Non esiste una risposta valida per tutti. L'equilibrio va trovato tra il ricordare l'esistenza del vostro brand ed il comunicare cose interessanti per chi riceve la newsletter. Noi di Digital Peanuts ad esempio abbiamo stabilito che la frequenza giusta delle nostre comunicazioni debba essere mensile, con alcuni periodi di pausa, coincidenti con le vacanze, in cui il tempo a disposizione, e l’attenzione dei lettori si riduce notevolmente.

4. L’oggetto
L’oggetto della newsletter deve essere accattivante e non semplicemente newsletter n. X, perché deve portare chi la riceve a decidere che vale la pena aprirla. Potrete scrivere i contenuti più adatti ed interessanti per il vostro pubblico, ma se nessuno apre la mail, difficilmente riuscirete a centrare il vostro obiettivo.

5. L’importanza dei contenuti
Lasciate per un attimo da parte i vostri obiettivi aziendali e provate a mettervi nei panni dei vostri clienti: pensate ai motivi per cui acquistano i vostri prodotti, al motivo per cui si sono iscritti alla newsletter (ovviamente se lo hanno fatto spontaneamente, altrimenti il discorso non vale!), e provate ad immaginare cosa si aspettano di trovare all’interno delle vostre comunicazioni. Fatto questo esercizio, di sicuro non facile, stilate una lista di contenuti utili ai vostri clienti.
State assolutamente attenti a non inviare comunicazioni con errori di stumpa, perché la scarsa attenzione ai dettagli viene letta come scarsa attenzione verso i clienti, per cui rischiereste di ottenere effetti indesiderati.
Nel caso di aziende con clienti internazionali, fate attenzione alla lingua in cui inviate la newsletter! Dite che non capita? Io ho ricevuto alcune mail in francese da parte di Air France e una in inglese da parte di Alitalia!

6. Acquisizione spintanea degli iscritti
Non iscrivete automaticamente alla newsletter tutti quelli che acconsentono ad un uso dei dati per motivi contrattuali, ma chiedete un consenso esplicito. Non è piacevole, solo per il fatto di aver fatto una tessera, iniziare ad essere bombardati da notizie non richieste. Anzi, questo in genere mal dispone chi riceve la newsletter verso il vostro brand, facendovi ottenere esattamente il contrario di quello che dovrebbe essere il vostro obiettivo, ovvero il suo rafforzamento. Al contrario, se chi si è iscritto volontariamente, riceve informazioni utili, continuerà a seguirvi, a meno che non deludiate le sue aspettative, e quasi certamente leggerà quello che scriverete, rendendo di fatto la newsletter uno strumento utile per creare un legame vero e duraturo con i vostri clienti.

Tirando le somme, nonostante sia ormai uno strumento consolidato, se usato correttamente continua ad essere un mezzo per creare e mantenere un legame con i propri clienti, anche al tempo delle app.

I.