Trend

Il futuro dell'eCommerce

Snack del 24 ottobre 2014
Condividi con

Si è sempre detto che il web è fondamentale per rendersi visibili agli occhi dei propri clienti. Vero. E potremmo fermarci a questa affermazione, se il nostro obiettivo fosse soddisfare uno sterile narcisismo.

Attenzione: questo è valido se si parla di siti, ma ancora più evidente se si parla di social! Il viaggio del cliente parte sicuramente dalla scoperta (discovery per gli anglosassoni) ma deve proseguire, possibilmente senza intoppi, fino allacquisto.

Ora, voi costruite un bel sito: accattivante, moderno, efficace. Poi fate qualche campagna di advertising. Se tutto fila liscio il vostro prodotto diventa visibile.

Ma non avete guadagnato ancora nemmeno mezzo euro: il vostro cliente potenziale deve proseguire il viaggio (logico, ma soprattutto fisico) verso un punto vendita. È come fare una belissima esposizione in una vetrina in centro città, e poi costringere il cliente a concludere lacquisto in un magazzino periferico. Spesso ci si focalizza su quanti clienti si spingono in periferia per acquistare, perdendo di vista il numero di quelli che si perdono lungo la strada.

Non voglio generalizzare troppo. Evidentemente la propensione allacquisto dipende da vari fattori tra cui, in primis, la categoria merceologica: il viaggio del cliente che vuole comprare unauto è diverso da quello di chi vuole una scatola di caramelle. Ma il vero punto è che il nostro compito sta nellagevolare questo percorso, per quanto possibile, in ogni contesto merceologico.

Tornando al punto di partenza, non limitiamoci ad utilizzare internet per renderci visibili: usiamo tutti i mezzi che abbiamo a disposizione per aumentare il tasso di conversione delle visite in acquisti. Uno di questi mezzi è leCommerce.

Certo, banale! È ovvia limportanza delleCommerce nel successo di una attività.
Eppure, in Italia il commercio elettronico langue. Come mostra una recentissima ricerca, svolta dal Politecnico di Milano con dati aggiornati al 2014, leCommerce in Italia continua a mantenere un tasso di crescita a due cifre, ma resta più di qualche passo indietro rispetto al resto dEuropa (per non parlare del resto del mondo).

La Domanda cè: sono tanti gli italiani che comprano su internet. Il problema è che in molti casi comprano allestero, mentre pochi stranieri comprano in Italia. I motivi? I regimi fiscali hanno sicuramente un ruolo importante, e allora noi italiani dobbiamo trovare le nostre armi vincenti. Forse non è possibile competere sul punto prezzo, ma possiamo insistere su altri elementi differenzianti che tra laltro possono essere maggiormente fidelizzanti: qualità e servizio.

Leggevo pochi giorni fa una dichiarazione di Eric Schmidt, presidente di Google. Sosteneva che il principale concorrente di Google è Amazon. Può forse essere una trovata sensazionalistica per fare notizia, però mi dà anche uno spunto su cui riflettere. Oggi facciamo tanti sforzi per avere un buon ranking su Google, per avere maggiore visibilità dei nostri concorrenti. Ma, sempre più spesso, i nostri clienti usano Amazon per le ricerche che riguardano le proprie intenzioni di acquisto: si sta spostando il baricentro delle ricerche di valore, quelle che più facilmente si traducono in ricavi. Arriverà il giorno in cui, anziché del Search Engine Optimization, ci dovremo preoccupare delleCommerce Optimization.