Pensieri in Pillole

Il bruco e l'elefante

Snack del 26 marzo 2015
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Stamattina stavo pensando al cammino che deve percorrere uno startupper per raggiungere il successo. Io ho avuto la fortuna di vivere questa situazione, e osservarla, da punti di vista differenti: quello dell’entusiasta startupper e quello della consolidata multinazionale alla cui porta, spesso, lo startupper si trova a bussare. Da qui nasce questa storiella. Attenzione: non mi chiamo Fedro! Non aspettatevi chissà cosa.

Un giorno, un bruco stava camminando (o strisciando? Mah...) in un prato. Non so dove si trovasse questo posto, e sinceramente non mi interessa molto. Quello che conta è che in quel posto c’era un prato, un albero fiorito, un fiume e, particolare non trascurabile, un elefante.
Il bruco era un sognatore: teneva gli occhi sempre puntati verso il cielo, perché non voleva accontentarsi di ciò che trovava a portata di zampa nel prato in cui continuava a camminare (o strisciare? Mah...). Quel giorno, guardando qua e là vide in alto, tra le fronde di un albero, un magnifico fiore colorato. Non aveva mai visto nulla di simile! Il desiderio di osservarlo da vicino era irrefrenabile, ma il fiore sembrava irraggiungibile per il piccolo invertebrato. L’albero affondava le radici in un lago, e il tronco era completamente circondato dall’acqua.
Un altro animaletto si sarebbe arreso, ma lui non desistette. Vide che un elefante si stava rinfrescando, con le zampe a mollo, proprio accanto alla pianta. Il bruco si avvicino e, quando reputò di poter far sentire la propria voce, urlò: «Hey, elefante!»
Il pachiderma, scrutò lentamente intorno ma non vide nessuno. Il bruco urlò più forte: «Hey, elefante!»
Questa volta il grosso mammifero lo vide, e rispose: «Tu, piccolo bruco, cosa vuoi da me?»
«Ho visto lassù un bellissimo fiore, e vorrei raggiungerlo, ma da solo non ci riesco. Potresti sollevarmi con la proboscide e depositarmi su quella foglia là vicino?»
«Ma non vedi come sono impegnato?», disse l’elefante. «Non ho tempo da dedicare ad un essere insignificante come te. E poi, quale vantaggio potrei avere?»
Il bruco si allontanò ma, ancora, non desistette.

Dato che, come dicevo, non sono Fedro, avrete capito come va a finire la storia. La faccio breve.

Passò il tempo, il bruco si appallottolò su una foglia, e si chiuse in un bozzolo che in qualche tempo liberò una splendida farfalla.
Il bruco, ora farfalla, riuscì a volare in alto, fino a raggiungere il suo obiettivo. Da là sopra vide l’elefante che immancabilmente si stava rinfrescando.
Da lassù, la farfalla richiamò l’attenzione dell’elefante e gli disse: «Ti chiedevi quale vantaggio avresti avuto aiutandomi. Beh, ora, da qui sopra avrei potuto indicarti dove trovare acqua più fresca o foglie più gustose.»

La morale?
Startupper! Non demordete. Lottate per il vostro obiettivo, anche se raggiungerlo costa fatica e tempo: vincerete fatica e tempo con la vostra energia e perseveranza.
Grandi Aziende! Non arenatevi sulle vostre consuetudini. Guardate lontano nel tempo e nello spazio. Ricordate che quello che oggi si presenta a voi come un bruco, un giorno sarà forse farfalla.