Mondo Web

Essere digitali, essere mobili

Snack del 9 febbraio 2016
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Qualche giorno fa ho partecipato ad un convegno in cui si è parlato di Mobile Transformation: un ulteriore passo avanti rispetto alla trasformazione digitale. In pratica, si sostiene che non è più sufficiente adeguare un'azienda agli universi web e social, ma diventa necessario pensare mobile.

Quanto sono pronte le aziende italiane a sostenere questo cambiamento? Quanto è disposto a crederci il loro management? Lasciatemi dire che il citare delle percentuali che rispondano a queste domande lascia un po' il tempo che trova. Questi dati sono spesso frutto di interviste ad un campione limitato di manager, e sono suscettibili alla soggettività degli intervistati. Se, in una azienda qualunque, ponessi quelle stesse domande all'amministratore delegato e al direttore dei sistemi informativi, probabilmente otterrei risposte diverse, frutto di contesti, aspettative, obiettivi diversi.
E si parla di aziende medio-grandi! Il tessuto imprenditoriale italiano è un altro.

Ma anche la domanda, a pensarci bene, è un'altra. Io rientro nella categoria degli imprenditori. Mi interessa poco sapere se i miei concorrenti intendono investire sui canali Digital e Mobile, o se sono pronti ad affrontare il cambiamento oppure no.
E se non fossero pronti? E se non volessero investire? Cosa dovrei fare? Sedermi tranquillo ed aspettare anche io insieme a loro?
Domanda retorica. Risposta negativa. È questo il momento per intraprendere la strada della digitalizzazione e della mobilizzazione; e non perché dobbiamo seguire come dei pecoroni quello che mediamente fanno gli altri, ma per un altro motivo!

Stesso convegno; altra prospettiva: quella dei consumatori. Sì, i nostri potenziali clienti (ricordandoci che sono potenziali clienti anche dei nostri concorrenti).
In questo caso un valore percentuale voglio darvelo:
77%
È questa la quota parte dei possessori di smartphone che utilizzano il Mobile in almeno una fase del processo di acquisto.
Traducendo brutalmente, più di 3/4 del vostro target utilizza un dispositivo mobile in un momento in cui è particolarmente propenso all'acquisto di un prodotto simile al vostro.
Conseguenza: bisogna approfittarne.
Ma con criterio.

1. Astenersi perditempo
La DigiMobilizzazione non è un soprammobile, che potete comprare, appoggiare su un ripiano ed abbandonare in balìa della polvere. L'incuria porta solo a delusioni (il web ne è pieno: basta guardarsi un po' in giro). Ciò non significa solo di evitare ciarlatani (anche di questi il web è pieno)! Anche il più bel sito all'avanguardia può essere deludente, se non viene fuso nella vostra realtà. Mi spiegherò meglio nel punto successivo.

2. La strategia
Sento spesso parlare della necessità di creare in azienda un responsabile del Digital, e ora si affaccia la nuova figura del responsabile del Mobile. Sono d'accordo nel prestare particolare attenzione a queste tematiche, ma in questo modo il rischio è che troppi responsabili remino in direzioni diverse, perdendo di vista la meta finale. Già in passato abbiamo provocatoriamente sostenuto che non esiste il marketing digitale, ma il Marketing punto e basta. Lo stesso vale per la strategia: la strategia aziendale è, e deve essere, una sola. La strategia digitale deve essere presente, ma deve essere considerata una sua costola (non il tutto).

3. Non solo web
Digitale, e Mobile, non significa solo facciamo un bel sito, e che sia mobile friendly.
Il significato più autentico è essere presenti là dove il cliente passa il tempo libero, che oggi significa inevitabilmente web, social, ma anche advertising, fino a giungere alle interazioni più raffinate tra mondo fisico e mondo virtuale: portare i clienti in negozio partendo dal web e, sempre più, portare i clienti sul web partendo dal negozio.

Mi ripeto: non perché sia di moda, o perché lo facciano tutti. Perché Digital e Mobile sono due arpioni aggiuntivi con cui agganciare i consumatori.