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Uno sguardo ai dati di Movimprese 2014

Snack del 4 febbraio 2015
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UnionCamere ha diffuso ieri i dati di Movimprese sulla natalità e mortalità delle imprese in Italia. Dopo anni caratterizzati da un susseguirsi di dati negativi, finalmente si intravede la luce in fondo al tunnel. Sono diversi i segnali positivi evidenziati dalla rilevazione, e ciò fa ben sperare per il futuro. Primo dato fra tutti il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni, in cui le prime superano le seconde di circa 30.000 unità, anche se le iscrizioni del 2014 sono comunque inferiori rispetto a quelle registrate nellanno precedente (-4% anno su anno). Queste evidenze positive sono rafforzate da una consistente frenata delle cessazioni, che passano da 371.802 unità nel 2013 a 340.261 nel 2014 (-8%).

Guardando nel dettaglio le tipologie di forma giuridica, spiccano le creazioni di società di capitale che, con una crescita di 8.400 imprese registrate, bilanciano il calo delle nuove ditte individuali. Questo dato, oltre ad essere di per sé di segno positivo, va anche interpretato positivamente pensando alle opprtunità di creazione di maggiori posti di lavoro e di maggior ricchezza, che veicolano le società di capitali rispetto alle ditte individuali.

Ulteriore elemento di positività è il rafforzamento delle partite IVA esistenti, che misurano un tasso di mortalità in netto calo, pari a circa -11%.

Indubbiamente non possiamo ancora parlare di uscita dalla crisi, ma solo di riscontri positivi. Osservando infatti il contesto in cui si scorgono questi segnali, si nota come la demografia del tessuto imprenditoriale italiano abbia uninerzia non trascurabile: i dati relativi al totale delle imprese attive, infatti, evidenziano ancora un lieve calo sullintero territorio nazionale (-0,7% rispetto al 2013).

Forse possiamo leggere in questi numeri un riequilibrio delle imprese in base alle nuove esigenze del mercato. Le meno strutturate, quelle meno pronte o predisposte al cambiamento hanno lasciato spazio nei trimestri scorsi a quelle che invece hanno capito come ritrovare la propria identità. Queste ultime, più forti, appaiono più resistenti. La speranza è che questo ecosistema sia fertile anche per chi vuole accettare la sfida entrando a farne parte. In questo senso aspettiamo fiduciosi linversione di tendenza delle nuove iscrizioni.