Startup

Contrastare la legge di Murphy

Snack del 11 febbraio 2015
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Se qualcosa può andar male lo farà, recita la legge di Murphy. Ma quando accadrà noi saremo pronti.
La pianificazione di un progetto, o di una singola attività, e la gestione del rischio viaggiano di pari passo. Pianificare non significa solo evidenziare le opportunità, ma anche considerare e misurare gli scostamenti che potrebbero intaccarla. Purtroppo però la parola rischio viene spesso sottovalutata, e a volte anche evitata. I motivi? Fretta, focalizzazione sul breve periodo, superficialità.

Ho unidea, faccio due conti su quanto possa essere redditizia, e poi: pronti, via! Cerco di partire al più presto per consolidare al più presto i ricavi attesi e per evitare di essere superato dai miei concorrenti. Questo atteggiamento paga sempre meno col passare del tempo. Statisticamente gli ostacoli capitano, e vanno ad intaccare i margini di redditività del progetto costringendo a correzioni di rotta impreviste e costose nelleconomia del progetto in senso lato: ricavi, ma anche costi, tempi, competitività, reputazione.

Allora, come si valuta la rischiosità di un progetto?

1. Quali variabili incidono sul successo?
Inizio con lidentificare i fattori critici di successo: cosa deve avvenire perché io possa raggiungere i miei obiettivi? Ecco. Dato che tutto ciò che deve avvenire potrebbe in qualche misura non avvenire, ho appena identificato le aree di rischio.

2. I rischi non sono tutti uguali.
Alcuni rischi pesano di più di altri: possono verificarsi con più facilità di altri, oppure possono avere un impatto maggiore di altri.

3. Niente emozioni. Si parla di business.
Il rischio ha una forte valenza soggettiva, tantè che spesso viene correlato alla propensione al rischio di ciascuno di noi. Vado a fare un fuoripista con rischio valanghe a livello 3 o mi faccio un bombardino in rifugio? Opero in borsa su derivati o tengo i soldi sotto il materasso? Bene: quando facciamo business queste valutazioni devono dipendere dallobiettivo finale.

4. Se capita, che danno fa?
Quanto cambia il progetto al verificarsi di un evento avverso? Siamo passati a valutare le conseguenze di un evento imprevisto. Potrebbero calare le vendite, aumentare i costi, aumentare i tempi di approvvigionamento, ecc. Il modello del Business Plan deve tenere in considerazione gli scostamenti delle variabili, perché possiate avere sempre sottocchio la sostenibilità.

5. Come posso rimediare velocemente?
In gergo si chiama Contingency Plan; tra amici potremmo chiamarlo piano B. Oltre a saper individuare e prevedere un possibile evento avverso, devo anche sapere come reagire prontamente. Ciò significa valutare preventivamente diverse opzioni e sceglierne la più efficace (o anche più di una).

Tutto qua? No. Questo è solo linizio, e serve solo per avere unidea di cosa tenere in considerazione. Il piano di gestione del rischio è un grosso lavoro continuativo, che assorbe parecchie risorse e che si spera non debba mai entrare in azione.