Mondo Web

Tirando le somme tra commercio al dettaglio e e-commerce

Snack del 17 gennaio 2015
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Anche se non è possibile stimare esattamente quanto del nostro budget natalizio sia stato speso nei negozi tradizionali e quanto online, è comunque possibile fare delle considerazioni sulla base di alcuni dati. Da un lato, quelli allarmistici diffusi dall’Istat parlano di continuo crollo delle vendite al dettaglio, rinforzati da Federconsumatori e Adusbef che sottolineano quanto, neanche in occasione delle festività natalizie, questa tendenza si sia invertita. Dall’altro, tutte le ricerche sul commercio elettronico concordano nel registrare un continuo incremento delle vendite online. Evidentemente non è colpa della crisi… o meglio, non solo di quella.

Passeggiando per i centri delle città e nei centri commerciali, si vedono gli stessi negozi, le stesse catene, le stesse merci ovunque. Il costo dello spazio espositivo di merci non richiestissime è ormai troppo elevato, se paragonato con i ritorni economici potenziali, per cui diventa praticamente impossibile trovare ciò che la massa non richiede. Per chi non vuole desistere, e non si accontenta, l’unica soluzione diventa l’online, dove l’offerta non ha limiti!

Ultimamente, in alcune città (non faccio nomi per non scatenare inutili polemiche, perché non vuole essere questo il senso dello snack) scarseggiano anche le decorazioni natalizie, tanto che non ci si accorge neanche che il Natale sia alle porte. Aggiungiamo la frenesia della vita quotidiana, la mancanza cronica di tempo e la disponibilità di qualsiasi cosa a portata di clic e il gioco è fatto.

Certo il commercio elettronico non si adatta a tutti coloro che il 24 dicembre si aggirano ancora per i negozi alla ricerca disperata degli “ultimi” regali: per acquistare online bisogna muoversi per tempo, sia perché a ridosso delle feste i tempi di consegna si allungano, sia per non ritrovarsi a mani vuote nel caso in cui sia necessario restituire il prodotto acquistato.

Guardando ad un futuro ormai alle porte, se non già presente, è impensabile, per i commercianti, non affacciarsi al mondo online, sia per coccolare e fidelizzare i clienti, sia per accedere ad una più ampia platea di potenziali clienti. L’immobilismo in tal senso significherà abbassare l’ennesima saracinesca e lasciare spazio (sia concretamente, sia in senso figurato) all’ennesima catena di beni a basso costo e ad elevati volumi di affari, a meno di non servire qualche nicchia di mercato.

I.